Ciao a tutti. Non saprei dire se questo sia un articolo che parla di qualcosa, diciamo che è una mia riflessione su un altro articolo che ho recentemente letto on line. Voglio credere che ci sia dell’ironia e che forse ho letto la cosa da un punto di vista sbagliato, ma ammetto che mi sono un po’ girate le scatole. L’articolo in questione si intitola Gli aspiranti fotografi hanno rotto il cazzo  porta la firma di Malcolm Y.

Vi invito a leggervelo, ma ve lo riassumo: si tratta di una simpatica (non troppo) storiella, forse inventata, forse reale, forse solo verosimile di due persone, una delle quali ha la malaugurata idea di sfoggiare una bella reflex e di affermare di voler diventare un fotografo. L’amico – bell’amico del ca..o! – prende la reflex e gliela scaraventa via, perché a lui questi fotografi improvvisati proprio non vanno giù.

Ho letto più volte questo articolo, e ho cercato varie interpretazioni. Probabilmente, lo ripeto, sono io che non ne ho colto il lato comico! Però insisto a dire che c’è qualcosa di marcio in tutto ciò.

Potrei pensare che si tratti di una denuncia contro gli abusivi, che di certo danneggiano il mercato dei professionisti… ma non credo sia questo il messaggio che chi scrive voleva inviare al lettore.

Potrei allora pensare che l’amico, quello campione olimpico di lancio della reflex, si senta semplicemente infastidito dall’ennesima trovata estemporanea dell’altro ragazzo che, come è scritto nell’articolo, mai si era interessato di fotografia. Mi chiedo… e allora? Che problema c’è?!

Mi chiedo tante cose, ma alla fine tutto converge su un unico pensiero, un mio pensiero, che ovviamente non pretendo venga condiviso da chi mi sta leggendo. Sento molto spesso professionisti, nel senso di persone dotate di partita IVA, ma non necessariamente competenti in materia, che si lamentano del modo in cui la fotografia sia ormai un hobby troppo inflazionato, e che venga trattata con troppa superficialità. “Tutti oggi fanno le foto, ma nessuno capisce cosa sia la fotografia”, questa è una frase ricorrente. Non dico sia sbagliata, ma ritengo sia un po’ troppo “boriosa”, se mi passate il termine.

Quando poi un principiante della domenica si trova a che fare con un sommo profeta del mezzo fotografico, la discussione finisce sempre con qualche citazione colta, tipo “Ah… se tu avessi a casa tutti i libri di Ansel Adams come ho io allora sì che capiresti!”.

La fotografia ha il pregio e il difetto di essere un qualcosa di trasversale, sia nei contenuti, che nei fruitori. Un idraulico probabilmente sarà l’unico nel suo genere ad aver a che fare coi tubi, difficilmente ci troverete un gruppo di ragazzi che, la domenica, fanno delle uscite tutti insieme per andare ad avvitare due manicotti o a rifare il bagno alla signora Pina! Di fotografi (di tutti i generi) invece ce ne sono una miriade!  Una volta ce n’erano meno, e infatti chi si appassionava alla fotografia finiva quasi sempre per farne un mestiere… quando lavorare aveva ancora un significato, oggi lasciamo perdere!

È dunque normale che i vari Ansel Adams, Helmut Newton, Franco Fontana, Gianni Berengo Gardin, ecc. abbiano avuto solo un breve passato da fotoamatori, per poi diventare fotografi! La loro transizione è frutto di un particolare momento storico ed economico. Al giorno d’oggi la fotografia è per il 90% delle persone un hobby, e alcuni lo prendono molto sul serio, e solo per un 10% una professione. È una realtà, indiscutibile anche se difficile da accettare per alcuni.

Riprendendo dunque le fila del discorso, ricollegandomi all’articolo di cui vi parlavo (leggetevelo, davvero!), mi pare logico che chi ha una passione, o come disse una volta un bravo fotografo durante un corso, un amore profondo verso la fotografia, cerchi un modo per esprimersi. Nell’articolo si demonizzano le persone che usano le loro belle amiche per far pratica, e non si parla bene nemmeno delle amiche in questione. Ma quale dovrebbe essere l’alternativa? Pagare ogni volta 200 euro una modella prima ancora di aver imparato? Frequentare corsi e workshop a ruota libera, sborsando 400 euro giusto per vedere cosa viene fuori? Sarà una bella passione, ma così diventa un salasso!

Non voglio ovviamente entrare nel merito dell’uso improprio dell’immagine del corpo femminile! Tanto si sa che ci sono persone che fotografano una bella ragazza per il piacere del risultato, e altri solo per il piacere del dopo scatto (ci siamo capiti!). Ma la cosa strana – almeno per me  – è che se se la foto di nudo con tanto di zucchine e cetrioli la fa un grande professionista, quella è arte! se la fa un fotoamatore addirittura senza l’apporto vitaminico delle verdure, quella è l’opera del classico morto di figa (scusate il francesismo)!

Chiudo con un’ultima riflessione: l’amico incapace che sfoggia la reflex dicendo che vuole diventare un fotografo deve essere abbattuto sul posto, ma lo stesso accade con l’amico incapace che tira fuori una chitarra e dice che vuole diventare un musicista? Eppure sono entrambi due incapaci che vogliono un po’ d’attenzione… no?

Un saluto a tutti!

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