Salve a tutti. Oggi, anzi ieri visto che è passata la mezzanotte, è stata una giornata soleggiata e mi sono recato nel solito posticino pieno di insetti lungo il fiume Arbia.

Dopo diversi tentativi, che protraevano ormai da un paio di uscite, sono riuscito ad immortalare in maniera degna (spero) una damigella.

Trattasi di uno splendido esemplare maschio di Calopteryx Haemorroidalis: un esame nemmeno troppo approfondito delle immagini lascia intendere senza troppi dubbi il perché del suo nome. Guardando la foto si nota una piccola ma evidente macchia rossa proprio dove si potrebbe collocare il sedere della damigella… sembra insomma che abbia le emorroidi! (Van der Linden, 1825).

calopteryx

Le difficoltà dello scatto quando ci si trova al cospetto di queste damigelle sono molte!

Il problema maggiore è dato dal connubio tra luce e riflettenza dell’animale. Gli odonati amano il sole, ma il loro corpo è coperto di un pigmento orrendamente riflettente che le rende “fotograficamente” impossibili. Ma come ho detto gli odonati amano il sole e l’unico modo (per quanto mi riguarda) per trovarne in quantità è uscire quando la luce è calda e abbondante.

Vengono in aiuto del povero fotografo i pannelli schermanti, gli ombrelli, e tutto ciò che possa in qualche modo filtrare la luce. Come sempre McGyver ci viene in aiuto e possiamo utilizzare un foglio di cartaforno opportunamente ancorato ad una cornicetta (cartone, plastica,… fate voi) per soffondere la luce sull’animale. Nel mio caso ho usato una mano!

Un’altra cosa da non sottovalutare è la diffidenza dell’insetto e la sua scarsa tolleranza alla presenza di un obiettivo a 10 cm dal capoccione! La mia damigella, fortuna rara, era un po’ modella e non si sentiva troppo a disagio… infatti mi ha permesso una serie di scatti abbastanza copiosa (una decina in tutto), alcuni dei quali realizzati con ombreggiatura manuale. E per esperienza vi dico che avvicinare una mano ad una damigella senza che questa scappi è cosa molto rara!

In soccorso al povero fotografo viene una simpatica e amabile consuetudine tra gli odonati: volano via al minimo accenno di scocciatura, ma, come per magia, dopo pochi secondi tornano sul loro posatoio incredibilmente nello stesso punto o quasi!

 

 

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