Ciao a tutti. A volte mi ricordo di scrivere sul mio blog… perdonate l’assenza!
Da qualche giorno mi frulla per la testa un pensiero, e lo voglio condividere con voi.

Apro Facebook e vedo una foto. Credo che mi piaccia… sì, mi piace, mi ricorda qualcosa o qualcuno.

Scrivo un commento sotto a questa foto e si scatena il putiferio! Vengo accusato di fare “il professore”, mi viene detto di “volare basso”, vengo additato perché ho fatto un riferimento leggermente più alto del solito wow a cui tutti sono abituati sui social (o alle faccine… stessa roba!).

Mi verrebbe da incavolarmi. Mi verrebbe da discutere, o almeno da argomentare il mio commento, ma alla fine, a che pro? Vale veramente la pena perdere tempo a discutere con gente che ti risponde frasi come “Facebook è un pozzo di mediocrità […] commenti come i tuoi qui non vanno bene” ?

Direi di no, ma a parte l’iniziale inalberamento, mi sorge un dubbio filosofico: chi ha commentato veramente quella foto? Perché mi piaceva quella foto, tanto bistrattata da altri? Insomma… quando crediamo che una foto sia bella, questa bellezza da dove deriva?

Lo so, sembro matto, ma mi spiego meglio.

Comincio ad avere la seria convinzione che, anche quando scatto io una foto, non la stia scattando per compiacere il mio gusto personale, ma per conformarmi a ciò che mi hanno fatto credere sia giusto e bello.
Conosco persone, beate loro, che escono con la reflex e tornano a casa sapendo di aver fatto degli scatti che li soddisfano. Io no, non riesco a trovare quasi mai un soggetto, animato o meno, che mi faccia dire “ho fatto le foto che volevo io”; è sempre un compromesso tra quello che volevo e quello che secondo me voleva la “modella” di turno. Questo non è un male, perché, specialmente nel ritratto, si deve essere contenti in due! E non dico nemmeno che le mie foto poi non mi piacciano!

Però… ho sempre la sensazione di aver copiato qualcun’altro.

Non riesco a fare foto belle al mio occhio, senza pensare a cosa potrà dire il mio “pubblico”. E questo è un problema… grosso!

Sono ancorato a dei cliché che non mi abbandonano! La luce deve essere così, la composizione deve essere nei terzi, non si tagliano i gomiti, non si tagliano le gambe,… tutte regole importantissime, ma che a volte si possono infrangere senza avere sensi di colpa e rispondendo a tono a chi dice il contrario.

Sarebbe bello riuscirci, ma non ci riesco! Ogni volta che taglio un gomito (e lo faccio spesso!) poi mi domando se quella foto sia da buttare. La foto è evidentemente una bella foto, ma quel gomito…

Insomma, non so mai se sia il caso o meno di commentare una foto altrui. Se le regole valgono per me, devono valere anche per gli altri… è lapalissiano! Ma se io mi permetto di volerle infrangere, come mai agli altri non perdono questo vezzo?

E poi, siamo veramente sicuri che quello che ci piace, ci piaccia? Si vedono 1000 likes (anche se non sarebbe un buon metro per misurare la bellezza di nessuna opera) sotto a foto sfocate, fatte maluccio, insipide nei contenuti, scattate dal grande e famoso Mario Rossi. La sua firma è garanzia che quella foto sia eccezionale. Non c’è bisogno di guardarla, è bella e basta… è sua! come potrebbe non esserlo!
Anche questo sarebbe un bello spunto di riflessione, ma se cominciamo a parlare della “bellezza presunta” allora non ne usciamo più!

E, per finire, vorrei stuzzicarvi con un’ultima provocazione: sfogliando una raccolta di fotografie su Blur Magazine (http://www.blur-magazine.com/) non è affatto raro vedere foto totalmente insensate, foto di rami a terra, ritratti di discutibile bellezza,… cose che mai mi sognerei di pubblicare. Ma li pubblicano! E qui nasce il dilemma: sono io che non capisco l’arte, o sono loro che spacciano della spazzatura per arte concettuale?

Con questo vi saluto! Rifletteteci mentre siete in spiaggia!

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