Questa mattina vi parlerò di un libro, una lettura interessante che ho da poco finito.

Il libro è “Guida completa alla macrofoto” di John Shaw, e fa parte de “La biblioteca del fotografo”, collana di libri ben nota a noi fotografi più o meno amatoriali.

Per chi fosse interessato al sui acquisto, sappia che si trova comodamente on line (io l’ho preso da Hoepli) a circa 13 euro (contro i 16 euro di copertina)

ISBN 13: 9788885843226

Pagine: 140

 

Una cosa che mi piacerebbe sempre trovare nella recensione di un libro di questo tipo è il sommario, perché, secondo me, è davvero importante poter vedere coi propri occhi quali sono gli argomenti trattati senza dover pendere dalle labbra di chi lo ha letto. Ecco quindi il sommario:

  1. Prima di Iniziare
    • Rapporti di riproduzione
    • Esposizione
    • Tarare l’esposimetro
    • Misurazione
  2. Attrezzatura e pellicole
    • Il sistema fotografico
    • Treppiedi e teste
    • Slitta di messa a fuoco
    • Filtri
    • Pellicole
    • Luce scarsa e difetto di reciprocità
    • Come si fa un test
  3. Sul campo
    • Paralleli al soggetto
    • Lunghezza focale e sfondo
    • Il controllo della luce naturale
    • Compensazione
  4. Sistemi di prolunga
    • Tubi e soffietti
    • Obiettivi grandangolari
    • Obiettivi normali
    • Teleobiettivi moderati
    • Teleobiettivi zoom
    • Super teleobiettivi
    • Obiettivi zoom e prolunghe
    • Obiettivi macro
    • Esposimetro separato e macro
  5. Il flash
    • La teoria del flash
    • Sfondi scuri e scelta dell’obiettivo
    • Flash a mano libera
    • Che tipo di flash?
    • Una pratica staffa
    • Come posizionare il flash
    • Esposizione con il flash in manuale
    • Flash TTL
  6. Lenti addizionali e moltiplicatori
    • Lenti addizionali
    • Obiettivi zoom e lenti addizionali
    • Flash, zoom e lenti addizionali
    • Moltiplicatori di focale
    • Obiettivi accoppiati
    • Flash e obiettivi accoppiati
    • Tecniche combinate
  7. Suggerimenti finali
    • Invertire l’obiettivo
    • L’uso degli obiettivi cinematografici
    • Illuminazione diffusa
    • Un 300mm un po’ speciale
    • Micro acquari e vetrini
    • Soffietti basculabili
    • Diffrazione e diaframmi

Come si evince dal sommario gli argomenti trattati sono tanti, ma quello che dovrebbe esservi saltato immediatamente all’occhio è che si tratta di un libro di qualche anno fa, quando ancora il digitale non era il mezzo principale. Per tutto il libro vengono fatti riferimenti molto specifici alla pellicola e a sistemi di misurazione che, per chi non ha la minima idea di come fosse fatta una macchina analogica, possono sembrare quantomeno stravaganti. Tutte le foto del libro sono scattate a pellicola con sensibilità di 64 ISO (o meglio ASA a dirla tutta), cosa che con le reflex attuali non pare realistica (salvo rarissime e costose eccezioni).

Il tema principale del libro è ovviamente la macro, ma quanto detto da Shaw per tutta la sua divulgazione non cozza assolutamente con nessun altro genere di fotografia.

Vi avverto però di una cosa: dovete essere abbastanza inclini alla matematica perché l’autore non si risparmia nello scrivere formule o nel formulare ipotesi che si rifanno a formule precedentemente già spiegate, per cui… calcolatrice alla mano!!

Nel suo complesso è una lettura interessante, perché piuttosto diversa da tutte le altre finora incontrate nel mio breve viaggio nella macrofotografia: finalmente un libro in cui si parla di distanza, di diffusione del flash, di misurazione della luce e non si sprecano parole solo per dire le solite quattro boiate tipo “alzatevi presto la mattina perché i soggetti sono immobili” oppure “usate il flash alla minima potenza per non creare ombre indesiderate”. Shaw, seppur in maniera non troppo immediata e fruibile al volo, ci dice quando e quanto depotenziare il flash, dove metterlo, perché farlo (numeri alla mano!).

Fosse stato riscritto o rivisto con i dovuti riferimenti al digitale sarebbe stato sicuramente uno dei libri migliori mai letti, purtroppo però ci si deve accontentare (si fa per dire) del sistema analogico, e cercare di trarre profitto da concetti un po’ obsoleti da riportare poi nel mondo moderno. Va però ricordato che, le attrezzature cambiano, la tecnologia avanza, ma la tecnica rimane universalmente la stessa… no?

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