Scatto foto di nudo.
Mi piacciono le foto di nudo.
Trovo che molte foto di nudo siano volgari!

Ipocrisia?
Forse sì! Ma forse è solo impossibile giudicare una foto che contiene un soggetto ritenuto “osceno” dalla comune morale.
Il corpo umano, il corpo femminile nel mio caso, è qualcosa di bellissimo per sua natura, ma rappresenta un altrettanto radicato taboo della nostra società.
E allora? Come si fa a distinguere tra arte e blasfemia? Come si discerne tra poesia del corpo ed esibizionismo?

La risposta è una: l’intenzione. Già, perché se la foto viene scattata con l’intenzione e la volontà di sembrare volgare, senza alcuno studio della luce e della forma, allora sarà una “porcheria”. Se invece non c’è malizia, ma c’è solo voglia di rappresentare il bello, allora, forse, quella foto sarà poetica ed espressiva.

Sì – direte voi – ma l’intenzione la conoscono solo il fotografo ed il soggetto! E infatti è qui che si concretizza il processo alle intenzioni! È qui che bisogna fare atto di fede e credere a quello che ci racconta il fotografo!

Sarà il caso di fidarsi?

Non mi è certo nuova la sensazione di aver scattato una foto che “non va bene”. Io, sul momento, ritenevo fosse una cosa bella, ma magari non ho pensato a tutti i sottintesi e a tutte le implicazioni che la mia immagina potrebbe scatenare una volta mostrata ad un pubblico.

Quindi, aggiungo, sarà il caso di fidarsi di se stessi?

 

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