Nella borsa di Koolmind
Nella borsa di Koolmind
Se è vero che l’abito non fa il monaco, figuriamoci se la fotocamera fa il fotografo!
Va detto di certo che, se un buon fotografo ottiene grandi risultati con un fondo di bottiglia, ad un povero principiante come il sottoscritto un aiutino tecnico non fa di certo male.

Dopo un breve ma intenso rapporto con una Sony Alpha A200, durato poco più di 8 mesi, sono passato ad una più performante (e di certo vagamente più costosa
) Canon EOS 50D.
La scelta e i soldini spesi sono stati ben ripagati da una serie (modesta, ma d’altra parte quella ho!!) di scatti piuttosto soddisfacienti. Ma la fotocamera da sola, oltre che di un buon manico (trovarne uno… :lol: ) ha bisogno di un pezzo di vetro da accompagnarci: ho scelto il mio caro Sigma 105mm EX DG Macro, obiettivo che già conoscevo poiché utilizzato con la Sony. Obiettivo abbastanza lungo da permettere un buon RR ad una distanza operativa di quasi mezzo metro, ma sufficientemente corto da permettermi di scattare a mano libera, esigenza molto pressante quando si va dietro a insetti furiosi come i lepidotteri o gli odonati!

Ogni fotografo è in fondo un bambinone cresciuto e, se una cosa luccica, finisce per volerla provare. Per questo futile motivo, e per altri meno futili, mi sono dotato di un paio di obiettivi meno specialistici, per le occasioni meno mondane (non si vive di sole macro): la scelta è caduta su un teleobiettivo CANON 75-300 f/4.5-5.6 III USM per tentare scatti paesaggistici su soggetti distanti e su una lente più corta (pagata pochissimo per una fortunata coincidenza), un Canon 17-85 f/4-5.6 IS, per gli scatti che meritano un maggiore angolo di visuale.


Ultimissimo arrivato in casa Koolmind, dopo tristi vicende dalle quali mi devo ancora riprendere emotivamente (e finanziariamente... potessi sgozzarlo lo farei!), è un fenomenale e bianchissimo Canon 70-200 f4L USM. Mi sarei volentieri lasciato tentare dallo stabilizzato, ma, sempre per le succitate vicende, mi si erano leggermente prosciugate le tasche.

Ogni macrofotografo, sebbene dotato di manona ferma, prima o poi si trova ad imprecare per uno scatto mosso e dice: “ahhh!! se avessi un cavalletto!”. Io ho puntato dapprima su un Manfrotto 728B dotato di testa integrata: oggetto interessante perché leggero e maneggevole; difetto importante però erano l’altezza massima e minima: praticamente non arrivava abbastanza in alto né si piegava sufficientemente in basso per gli scatti raso terra! Scelta obbligata, anche visto il peso non esiguo della 50D, è stato un Manfrotto 055XPROB cui ho abbinato una testa 3 way Manfrotto 804RC2. Devo dire che sono abbastanza soddisfatto sia del cavalletto (che però è pesantissimo!! argh!) sia della testa che si comporta benissimo in tutte le occasioni.

Un acquisto veramente necessario in tante occasioni si è rivelato il Metz 48 AF-1, un bel flash che mi aiuta, sia negli scatti macro naturalistici sia nello still life casalingo, e indubbiamente sarà un ottimo accessorio se mi vorrò avvicinare alla ritrattistica.

La borsa del fotografo sarebbe troppo ordinata se ci si limitasse ad avere una macchina e qualche obiettivo… ci vuole un po’ di fuffa per riempire gli spazi vuoti.. no? Tra gli attrezzi, tutti molto utili, di cui mi sono dotato e che sono sempre dentro alla mia borsa (troppe volte dentro… poche fuori, a scapito di alcuni scatti) troviamo: filtri UV, utili per proteggere dai graffi gli obiettivi; un paio di filtri polarizzatori circolari, un filtro ND a lastra (versione cinese di un Cokin P), pompetta e panno in microfibra per pulire le lenti dalla polvere; pannellino riflettente autocostruito con forex (diciamo plastica) e carta d’alluminio; cavo di scatto remoto, palesemente cinese, economico e utilissimo per gli scatti macro dove una terza mano non fa mai scomodo.
Ciao ciao e buona fotografia!

Attrezzatura







