In questo breve e spero gradito articolo vorrei fare il punto su cosa serva per fare macrofotografia.

Ovviamente sarà una panoramica molto – ma molto! – superficiale sull’argomento, volta a dare il via ad un hobby che diventa immediatamente passione.

Per prima cosa serve un fotografo. Dicesi fotografo una persona disposta a spendere un sacco di soldi per oggetti assolutamente insensati per chi gli sta intorno, e che conia neologismi come maffatura, manfrottata, compo, farfa, libe…

La forma più grave di questa strana malattia si chiama macrofotografia: è questo un male quasi incurabile che non di rado induce una persona a sdraiarsi per terra – in un campo con l’erba fradicia o nel bel mezzo di una stradina con 10 persone che lo guardano in attesa che arrivi l’ambulanza – avendo ben chiaro il suo scopo: fotografare un fiorellino di ben 2 millimetri!

Ci sono poi casi – non è ancora il mio caso – in cui le persone si alzano alle 4 di mattina per sfruttare la splendida luce dell’aurora e per cogliere la suddetta farfa ancora rorida di rugiada posata su un fiore ancora chiuso. Ammetto di avere il massimo rispetto per queste persone… io non ci riesco proprio a fare queste levatacce!!

 

Ma cosa sarebbe il fotografo senza la sua fedele attrezzatura? La risposta è “ricco”! Già perché l’attrezzatura costa sempre un botto, ma il vero fotografo sborserà quanto serve perché si autoconvincerà che è una spesa necessaria!

Partiamo dalla dotazione di base, che poi sarebbe la mia:

  • Macchina fotografica reflex – Le funzioni e il costo di questo giocattolo sono variabili in funzione di tanti fattori. Non tutti necessitano di una macchina da 7000 euro, ma è anche vero che non tutti si possono accontentare di una da 300 euro soltanto. Funzioni utili (ma non indispensabili) della macchina usata in macrofotografia sono il sollevamento preventivo dello specchio e l’anteprima della profondità di campo.
    • il sollevamento dello specchio è una funzione che consente di sollevare lo specchio che copre il sensore qualche attimo prima che l’otturatore venga aperto; ciò fa in modo che le vibrazioni dovute al movimento dello specchio abbiano il tempo di svanire, eliminando così una causa del micromosso.
    • l’ anteprima profondità di campo è una funzione, di solito attivata da un pulsantino, che consente di vedere in anteprima attraverso il mirino il risultato delle impostazioni legate al diaframma scelto.
  • Obiettivo macro – Qui non si scherza! Meglio una macchina media con un buon obiettivo che non il contrario. Gli obiettivi macro sono progettati per riuscire a mettere a fuoco il soggetto ad una distanza molto ravvicinata (pochi centimetri). Il materiale con cui sono costruite le lenti è tale da eliminare quasi in toto le aberrazioni cromatiche e luminose (flares, ghosts) in fase di scatto.
    Come sosteneva anche Freud non importa quanto è lungo, ma è importante come si usa! Questo vale anche per gli obiettivi. Esistono obiettivi macro da 60mm, fino anche a 300mm. I più usati nella fotografia naturalistica sono compresi nella gamma focale tra 90 e 180mm.
    La lunghezza focale influenza, tra le altre cose il bokeh, ossia lo sfocato che si riesce a dare allo sfondo: maggiore è la lunghezza focale, migliore sarà lo sfocato. Va però detto che maggiore è la lunghezza focale, minore è la possibilità di scattare a mano libera in maniera soddisfaciente.
  • Treppiedi – non si usa sempre sempre, ma quando si può è bene usarlo! La differenza si vede dopo il primo scatto!
    In macrofotografia il treppiede deve avere alcune caratteristiche fondamentali: deve essere stabile, deve essere facilmente regolabile per raggiungere altezze dal suolo ragionevolmente piccole per poter riprendere soggetti al livello del terreno.
  • Un buon treppiedi non è nulla senza una buona testa.
    Decine e decine sono le teste in commercio… quale scegliere? La risposta giusta è “quella che volete”. Ogni testa ha i suoi pregi e i suoi difetti. Molti vi diranno che per fare macro serve una testa micrometrica, tipo la Manfrotto 410; ottima testa, non ci sono dubbi, ma serve praticamente solo per le macro e, se uno desidera fare qualche scatto più “generalista”, questa costosa testa non ha valori aggiunti rispetto ad altre. Più economiche e più tuttofare sono le teste a tre vie a movimento libero (come la mia 804RC2); si tratta di teste in grado di compiere movimenti su tutti e tre gli assi principali, sotto il completo controllo della mano del fotografo.
  • Altri suggeriranno di utilizzare una testa a sfera, utile per il paesaggio, meno funzionale in genere per le macro, poiché non garantisce la stabilità con lenti piuttosto grandi (un 180mm è pesante).

 

Accessori utili

Per finire facciamo una breve panoramica su quello che potrebbe completare il nostro corredo. Partiamo dalla protezione della lente: il montaggio di un filtro UV è la soluzione migliore per evitare graffi sulla lente e per allontanare polvere e umidità. Per limitare le vibrazioni indesiderate, oltre ad un buon treppiede, occorre una mano ferma oppure un bel cavo di scatto remoto, che consente di attivare il pulsante di scatto senza toccare la macchina. Può risultare molto utile anche un bel diffusore per il flash della propria fotocamera (sia per quello popup, sia per un eventuale flash esterno): è infatti piuttosto comune dover fotografare insetti, come i coleotteri, che riflettono molto la luce; in questi casi la diffusione del lampo è un ottimo alleato per avere un’immagine pulita senza zone bruciate.

Ogni altra aggiunta sarebbe pleonastica, poiché ognuno deve avere il piacere di comporre il proprio corredo come meglio crede, in funzione delle proprie necessità e delle proprie disponibilità economiche.

Scattate scattate scattate!!

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