Essere “Miss” è politicamente scorretto

22 Settembre 2024, Finale di Miss Italia, trasmessa sono in streming, a differenza di qualche anno fa, quando la manifestazione rappresentava un momento di intrattenimento e di orgoglio nazionale.

Pare che in questa società “politicamente corretta”, un concorso di bellezza nazionale vada sottaciuto e relegato in un piccolo (ma carinissimo!) teatro nelle Marche. Ciò che reputo preoccupante, perdonate il termine forse eccessivo, è che si giudichi il concorso dall’esterno, senza nemmeno preoccuparsi del fatto che, magari, forse, chissà, potrebbe essere maturato negli anni e potrebbe rappresentare una importante canale per veicolare messaggi attuali e rilevanti.

Alcune delle finaliste in concorso si sono presentate parlando di dislessia, di accettazione, di autostima, di lotta alla superficialità,… e non, come si pensa, inneggiando alla “pace nel mondo” come nei migliori cliché dei concorsi americani.

Di questi argomenti dovremmo parlare e sentir parlare tutti i giorni, e ci lamentiamo quando se ne parla poco. Ci lamentiamo di quelle persone (ovviamente uomini, ahimé!) che fanno del male alle donne, e ci stupiamo delle donna che non sanno essere abbastanza forti da ribellarsi per tempo. Al contempo, però, censuriamo, come fa il più str…o dei social, una manifestazione fatta da donne, fatta di donne e, tutto considerato, fatta in gran per le donne.

E tutto questo per quale motivo? Perché pensiamo che 200 giovani donne che vogliono trovare una strada, o che semplicemente, vogliono essere speciali, siano solo un mucchio di bambine superficiali.

Beh, spoiler! Ci sono anche belle ragazze con 3 lauree che fanno le modelle o le attrici.

Che poi, cosa è la bellezza? Mi ha colpito molto un breve intervento di Patrizia Mirigliani, patron del concorso, in cui ha affermato di essersi sentita offesa dal fatto che non si possa più dire “bella”, ma si debba dire “brava”. Da quando la bellezza è diventato un peccato? Da quando essere belle è diventato un marchio offensivo per una ragazza?

Inneggiamo tanto al rispetto per le donne, ci inorridiamo per come vengono trattate, e poi… finite voi la frase!

Complimenti comunque alla mia conterranea Ofelia Passaponti. Tutta Siena festeggia con te!

Immagine di copertina generata con Leonardo AI