
Belle foto e capacità di giudizio
ovvero… Siamo davvero in grado di stabilire se una foto è bella, senza che il nostro giudizio verso il fotografo o il soggetto ci influenzino?
Mi sono posto questa domanda più di una volta, ma è tornata prepotente nei miei pensieri dopo aver visto le foto di una ragazza, fotografata da una persona che conosco.
Premetto che lo ritengo molto capace tecnicamente, ma non lo ritengo altrettanto capace nell’affrontare un genere che decisamente non è il suo. Rimane una mia impressione, un mio personale giudizio, ma cosa accade quando vedo quelle foto?
Mi sono reso conto che non riesco ad apprezzarle a pieno e che, sebbene esteticamente molto valide, non riesco davvero a dire “wow”, perché mi manca qualcosa. Il mio giudizio risulta quindi viziato da un pregiudizio, scusate il gioco di parole, perché non mi sono mai posto il problema di inquadrare quel fotografo in quello specifico genere fotografico.
Questo è un problema! E nemmeno troppo piccolo… perché un simile “difetto di valutazione” è quello che da sempre contesto alle giurie dei concorsi fotografici, che premiano sempre lo stesso tipo di foto; di certi “esperti” ho infatti sempre contestato il pregiudizio verso un preciso linguaggio fotografico, o uno specifico soggetto.
Ma, a questo punto, cosa è bello e cosa no? Chi lo può decidere?
Pochi giorni fa mi è stata proposta una lettura portfolio presso un circolo fotografico della mia zona, un’esperienza che non ho mai fatto prima d’ora, che che temo non farò nemmeno questa volta. Codardia? Magari sì, non mi sento di negarlo! Ma credo pure che di mezzo ci sia la poca voglia di sentire il parere di un’altra persona, che nemmeno conosco e della quale dunque non posso avere stima.
Certo, non condanno chi invece ha una mentalità più aperta, e forse anche un po’ di autostima in più, e parteciperà all’evento portando le sue foto. Sarei curioso, da una parte, di sapere cosa gli viene detto… ma poi sarei d’accordo?
Sono molto severo con me stesso e, forse anche per deformazione professionale, un po’ troppo “scaffalatore”, come qualcuno mi disse anni fa; ho il bisogno estremo di categorizzare le cose e di vederle sotto un punto di vista piuttosto rigido. Non potrei mai “combattere” contro il giudizio esperto di qualcuno che non so manco chi sia, perché quella persona non può sapere in quale cassetto del mio archivio logico ho messo quella foto.
E, sempre per colpa della mia rigidità, tornando all’argomento con cui ho iniziato questa riflessione, non riesco ad apprezzare le foto di cui parlavo all’inizio di questa riflessione: non rientrano nei miei scaffali mentali.
Sono certo che nessuno piangerà per questo mio giudizio poco positivo, e sono altrettanto certo che il parere che ho espresso sia ampiamente ricambiato da tanti altri fotografi nei miei confronti.
